Primo Premio Annunziato Presta 2025 Verbale di giuria
La giuria composta da:
Presidente Flavio Nimpo
Componenti
Elisa Biasi
Anna Bilotto
Felicita Cinnante
Aldo Mazza
Assunta Morrone
Antonello Savaglio
Ha selezionato 198 partecipanti, riconoscendo i seguenti premi:
Premio Assoluto: Domenico Massarini di Cosenza.
Primo Premio sezione 1A studenti universitari: Simone Reggio di Lillianes (AO)
Primo Premio sezione 1B studenti di scuola secondaria di secondo grado: Silvia Loizzi di San Benedetto Ullano (CS)
Menzione speciale giuria: Sara Francesca Vitaro di Cerisano (CS),
Alice Magaly Vuono di Cosenza, Giulia Focà di Cosenza.
Primo Premio sezione 1C studenti di scuola secondaria di primo grado: Rebecca De Buono di Marano Principato (CS)
Menzione speciale giuria: Gerardo Oliverio di San Giovanni in Fiore (CS), Gabriele Bilotto di Marano Principato (CS).
Primo Premio sezione 2 in lingua italiana: Massimo Scotti di Montalto di Castro (VT)
Menzione speciale giuria: Roberta Lorusso di Cosenza, Alessandra Vicari di Roma, Jole Greco di Cosenza, Domenico Pujia di Roma, Marcella Boccia di Viadana (MN)
Primo Premio sezione 3 in vernacolo: Giuseppe Vultaggio di Trapani
Menzione speciale giuria: Angelo Chiappetta di Rende (CS), Angelo Canino di Acri (CS), Giuseppe Salvatore di casali del Manco (CS)
Primo Premio sezione 4 in lingua greco o latina: Giada Perrotta di Rende (CS)
Menzione speciale giuria: Pasquale Leone di Feroleto Antico (CZ), Giulia Mercurio di Nocera Terinese (CZ)
Marano Principato, lì 9 giugno 2025
Presidente giuria Flavio Nimpo
Poesie premiate
Premio ASSOLUTO
Domenico Massarini
Et recumbo super illam petram
Et recumbo super illam petram,
eandem quae puerum meum
tamquam scabellum serviebat
saltibus in aquam.
Eadem nunc me videt adultum,
barba longa et alba ornatum,
sed forsitan nondum vere maturum.
Ridere adhuc cupio,
clamare et moveri,
ut olim puer.
Sed fessus sum. Forsitan nimis.
Ventus mecum est, comes fidelis.
Idem ac tempore illo,
idem qui velis inflat,
idem qui, paucis abhinc annis,
crines meos olim densos turbabat,
dum discipulos meos docebam
quomodo riderent.
Portus odor acrior est,
piscator, vultu nigro, manum levat.
Iam est occasus.
Alcyonem versus septentrionem spectat.
Solitudinem habeo sociam.
Omnia transeunt,
et intus mihi vacuum relinquunt.
Omnia transeunt et abeunt.
Iam est occasus.
Meus, ultimus.
Et recumbo super illam petram.
TRADUZIONE
E mi adagio su quella pietra
E mi adagio su quella pietra,
la stessa che da bambino
faceva da trampolino
ai miei salti in acqua.
La stessa che oggi mi vede adulto,
con la barba lunga e bianca,
ma forse non del tutto maturo.
Ho ancora voglia di ridere,
emozionarmi e urlare
proprio come quando ero fanciullo.
Ma sono stanco. Forse troppo.
È il vento a farmi compagnia.
Lo stesso di un tempo,
lo stesso che soffia sulle vele,
lo stesso che, qualche anno fa,
scompigliava i miei folti capelli,
quando insegnavo ai miei alunni
a sorridere.
L’odore del porto è sempre più aspro,
il pescatore, nero in viso, alza una mano.
È ormai il tramonto.
Un gabbiano mira verso nord.
La solitudine a farmi compagnia.
Tutto passa
lasciando dentro di me un vuoto.
Tutto passa e va via.
È ormai il tramonto.
Il mio, l’ultimo.
E mi adagio su quella pietra.
2° POESIA : Ora perché piove
Ho deciso di scendere ora.
E passeggiare. Mentre piove.
Camminerò a testa alta,
ti penserò,
sognerò di averti accanto,
di stringerti la mano
e programmare insieme il nostro domani.
Scenderò ora, perché piove
e nessuno scoprirà che piango.
Primo Premio sezione 1A studenti universitari
Simone Reggio
Implosioni
Implosioni di
nero su fogli
bianchi un'ape
ubriaca che
mangia da un
fiore di plastica
Un carro
carnevalesco
dove speranze
e paure si
mescolano
furiose per
inventar la realtà.
Silvia Loizzi
Primo Premio sezione 1B studenti di scuola secondaria di secondo grado
NERO INCHIOSTRO
Stringo tra le mani un libro,
sulla copertina c’è scritto il mio nome.
Curiosa, lascio che le pagine sottili scivolino
tra le mie dita e intanto leggo
di quel giorno in cui giocavo con i miei pupazzi,
e di quell'altro in cui sedevo per la prima volta
in quel banco troppo grande.
E poi eccomi lì in una scuola piena di ragazzi,
di cui soltanto uno cattura la mia attenzione.
Rapita, mi fermo solo quando noto una pagina strana
sedici, forse diciassette capitoli dal primo.
È tutta macchiata d’inchiostro nero,
a tratti lacerata e crivellata di fori.
E le pagine sono due, forse tre, forse cinque,
i bordi bruciati che sanno di fumo.
Chiudo gli occhi e sbircio qualche parola che non voglio leggere:
<<... è stata bombardata... >>, <<... le vittime sono circa... >>
<<... distrutta una palazzina... >>.
Poi le frasi diventano offuscate e vengono lavate via
da una pioggia di singhiozzi.
In lontananza le sirene. Non c’è melodia nel loro canto.
Solo urla.
Mentre penso che sarebbe meglio gettare via
questo libro ormai rovinato,
noto altre pagine bianche alla fine.
Sono tante, non so quante, non riesco a contarle.
Non c’è scritto nulla, sono immacolate.
Per non perdere il segno infilo tra di esse un segnalibro:
è un lungo filo verde.
Rebecca De Buono
Primo Premio sezione 1C studenti di scuola secondaria di primo grado
Cara nonna mia
Cara nonna,
nella mia famiglia si sente molto la tua mancanza,
la tua cucina,
il tuo affetto con i tuoi nipoti.
I tuoi sorrisi sono stati con me solo 6 anni,
con ricordi della tua disponibilità ed il tuo aiuto.
Cara nonna,
mi hai aiutata nelle mie difficoltà,
quando ti chiedevo di uscire eri sempre libera,
mi facevi regali che ancora oggi utilizzo.
Giocavamo assieme,
ci allietavamo,
trascorrevamo tanto tempo insieme,
Ora sei come la brezza del mattino
Come il tramonto della sera
Come le onde in mezzo al mare
Ora sei per sempre il mio cuore
Cara nonna mia.
Massimo Scotti
Primo Premio sezione 2 in lingua italiana
Senza isola
Viandante
quel cuore
che oscilla
ad ogni stazione.
Orme
non lascia
ma solo lacrime
amare.
Giuseppe Vultaggio
Primo Premio sezione 3 in vernacolo
LAMENTU DI MUCIARA1...
Cu vuci allaccarata, na muciara1,
ricca di suli ma vistuta a luttu,
passata, si, ma di biddizza rara,
jò ‘ntisi murmuriari...a cori ruttu.
Di stori, mi cuntau, chi tempu ‘un ànnu,
stori ch’’a vita nun po’ chiù cuntari;
di soccu ficiru e di soccu sannu...
di soccu foru supra di lu mari:
p’’i tunni in agonia...l’urtimu viaggiu,
storia infinita pi li tonnaroti2,
pi li raìs3 basi di curaggiu,
pi li tunnara...sorti e granni doti!
Nta un pizzu di lu scogghiu, abbannunata,
puiata nta la terra arsa di mari,
c’è na muciara e chianci, scunsulata...
e nun c’è nuddu chi la po’ firmari!
1 muciara: barca (nera) dei tonnaroti.
2 tonnaroti: pescatori di tonno
3 rais: dominus della tonnara (il capo assoluto)
Traduzione letterale: LAMENTO DI MUCIARA1...
Con voce stremata, una muciara1, / ricca di sole ma vestita a lutto, /
vissuta, si, ma di bellezza rara, / ho sentito mormorare...a cuore rotto
(disperato). / Di storie, mi ha raccontato, che tempo non hanno, / vicende
che la vita non può più raccontare; / di cosa hanno fatto e di cosa
sanno... / di cosa sono state sopra il mare: / per i tonni in
agonia...l’ultimo viaggio, / storia infinita per i tonnaroti2, / per i rais base
di coraggio, / per le tonnare...sorte e grande dote! / In un angolo di mare,
abbandonata, / sopra lo scoglio arido di mare, / una muciara1 piange,
sconsolata.../ e non c’è nessuno che la può fermare!
Giada Perrotta
Primo Premio sezione 4 in lingua greco o latina
SINE TEMPORE
Lepida vestis syderum
infinitum firmamentum incendens;
profundum caeruleum quod feliciter fluebat,
amplectebatur,
sine tempore.
Aquae dulces immensitatis
obscurum praesens demergant,
quod currens, fugiens et evadens
in atram memoriam incidit
ornatam alba nive.
In temporis punctum,
folia ex arboribus deciderunt,
caelum tonans flevit, e
t aura arenam extulit.
Solum antiquum pelagus manet,
quod, immenso spatio lucis amplexum,
quod fuit servat.
SENZA TEMPO
Un elegante tappeto di stelle,
bruciando il firmamento infinito
abbracciava il profondo azzurro che lieto
scorreva senza tempo.
Le dolci acque dell'immensità
annegano l'oscuro presente,
che correndo, scappando e fuggendo
si precipita nei neri ricordi
incorniciati da bianca neve.
In un attimo, le foglie dagli alberi son cadute,
il cielo tuonando ha pianto,
la brezza ha portato via la sabbia.
Rimane solo il vecchio mare
abbracciato da un'infinita distesa di luce,
che conserva ciò che è stato.
